GRAMICCI

Dal 1982 Gramicci realizza abbigliamento tecnico outdoor, nato per il movimento e amato da innumerevoli movimenti culturali e subculture. Ma qual è la storia di un marchio americano, ora con sede in Giappone, dal nome italiano? Tutto ha avuto inizio in California nei primi anni '70. Una nuova generazione di climbers, giovani e indipendenti, stava sperimentando un nuovo stile di arrampicata nel Parco Nazionale dello Yosemite, concentrandosi su velocità e movimenti più fluidi, quella che diventerà "arrampicata libera". Questo nuovo stile richiedeva un nuovo tipo di abbigliamento e man mano che le salite diventavano più difficili, cresceva anche la necessità di avere di capi con caratteristiche tecniche specifiche. Quest’attenzione per lo stile non era limitata all’arrampicata, ma influenzava anche il modo di vestire e lo stile di vita in generale.

Mike Graham, uno Stonemaster particolarmente interessato anche al design, si rivelò essere la persona giusta nel posto giusto e soprattuto, al momento giusto. E così, inizio a sperimentare e a creare i primi pantaloncini da arrampicata nel suo garage di Oxnard, Ventura. Proprio come gli Stonemaster partendo dall’arrampicata classica stavano creando qualcosa di completamente nuovo, così Mike creò i suoi shorts traendo ispirazione da modelli già esistenti per dare vita a qualcosa di completamente originale. Realizzati in robusta tela, simile a quella usata per il workwear, con una cintura di nylon in vita che permetteva di regolare il fit dei pantaloncini con una sola mano. Nel 1982, dopo aver venduto per qualche tempo i suoi capi fatti a mano ad amici e parenti, nacque Gramicci. Ma perché proprio Gramicci? Qualche anno prima alcuni Stonemasters avevano tentato la prima scalata tutta italiana del famigerato Half-Dome dello Yosemite. Nessuno di loro era propriamente Italiano, ma inventarono dei soprannomi proprio per quell’occasione Graham divenne Gramicci.

Il design dei pantaloncini Gramicci si diffuse rapidamente anche al di fuori del mondo dell'arrampicata e già a metà degli anni '80 surfisti e skater volevano questi shorts che si distinguevano per resistenza e comodità, con il logo del "running man" disegnato a mano. Ma era solo l’inizio. All’inizio degli anni ’90, i pantaloncini sbarcarono in Giappone e furono subito amati, tanto che non era affatto difficile vedere i Gramicci shorts per le strade di Shinjuku. Presto furono u item fisso in negozi del calibro di Beams, e quando arrivò il momento per Gramicci di trovare una nuova casa, il Giappone fu si rivelò essere il luogo perfetto. Da allora, Gramicci ha continuato a innovarsi e ricercare nuove ispirazioni e stimoli, pur mantenendo la sua vision originale. A 40 anni dal primo paio di pantaloncini Gramicci cuciti nel garage di Mike Graham, la canzone rimane la stessa: abbigliamento originale e funzionale, progettato pensando al movimento, ovunque si vada e qualunque cosa si faccia.

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